Fra Giovanni Maria Galeotti nacque intorno all’anno 1646 a Le Valli, frazione del comune di Firenzuola in provincia di Firenze. Il piccolo borgo, situato nel versante adriatico dell’Appennino tosco-romagnolo, è immerso nella valle del Mugello a un’altitudine di 712 m s.l.m.
Eremita laico della Congregazione degli Eremiti di Monte Senario (movimento di riforma nato in seno all’Ordine dei Servi di Maria), svolse il suo servizio dapprima nel Convento della Santissima Annunziata a Firenze, come sacrestano e addetto alla cura dei malati. Poi, giunto all’Eremo di Cibona, situato nei pressi di Allumiere, venne inviato, dal priore, all’Eremo delle Grazie intorno agli anni 1696-’99. Poco più che cinquantenne, fra Giovanni si applicò da subito alla custodia dell’Eremo, ma è soprattutto nell’espansione oltre confine del culto alla Madonna delle Grazie che la sua opera si distingue. Tanto fu grande la sua attività che la primitiva cappella risultò insufficiente a contenere il flusso dei pellegrini che salivano al Monte Roncone (così era chiamato al tempo il Monte delle Grazie). Nasce allora in lui il desiderio di costruire una chiesa più grande. Forte della stima conquistata fra gli abitanti di Allumiere e dintorni, raccolse in breve tempo la somma necessaria per avviare i lavori. Nel 1707 il progetto fu preso in visione e approvato dal Vescovo di Sutri (Diocesi a cui appartenevano un tempo Allumiere e Tolfa). Nel 1721 la chiesa si presentava esattamente come oggi.
Nei venticinque anni di permanenza all’Eremo delle Grazie, oggi Santuario Diocesano, fra Giovanni Maria Galeotti fu eremita esemplare per la condotta di vita, conforme in tutto al Vangelo e alla regola della Congregazione. Fu uomo di Dio che visse la sua vita in povertà, digiuni e continue penitenze, compresa la flagellazione che praticava sul suo corpo. Non mancò di soccorrere i poveri, di aiutare gli ultimi, di accogliere i pellegrini che numerosi salivano al monte per implorare aiuto e protezione dalla Madre di Dio. Tutti ungeva con l’olio della lampada votiva perennemente accesa davanti alla sacra immagine; tante furono le grazie ottenute per intercessione della Vergine, come attestano i numerosi ex-voto custoditi nel Santuario. Volle che ogni sabato, giorno dedicato a Maria, si celebrasse una messa votiva in onore della Vergina Santissima.
Testimone fedele del Vangelo incarnato, ricevette la palma del martirio. Il 19 gennaio del 1724, in età di 78 anni circa, l’Eremita delle Grazie, il questuante dei poveri e dei tribolati, il discepolo fedele della Madonna, veniva barbaramente ucciso nella cucina del romitorio con numerosi colpi di coltello. A macchiarsi di sangue fu la mano, forse conosciuta, di chi volle derubarlo di quel poco che aveva per il decoro del Santuario e l’aiuto ai poveri.
Grande fu il pianto che si levò unanime in tutto il territorio per la morte di un uomo pio e umile, dai contemporanei considerato il santo frate della Madonna delle Grazie delle Lumiere.
Il suo corpo fu sepolto sotto l’altare della Madonna, dove ancora oggi le sue spoglie riposano.
I fedeli tutti lo ricordano con animo grato nel terzo centenario della morte.
Allumiere, Santuario Diocesano della Madonna delle Grazie, 1 settembre 2024










